Che gusto!

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Abbiamo proprio venduto l’anima alle multinazionali?

Che tristezza mi è venuta leggendo questa notizia:

Addio sapori antichi: L’UE mette al bando le sementi tradizionali

http://www.net1news.org/addio-sapori-antichi-lue-mette-al-bando-sementi-tradizionali.html


Siamo un popolo che sta rinunciando alla propria identità per favorire l’arricchimento delle multinazionali. Ma anche questi giudici  cos’hanno in testa??? Siamo giustificati a pensare che sono dei venduti perchè questa decisione va contro qualsiasi logica.

IO MI OPPONGO!!!!

(Fonte: net1news.orgttp)

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Quella gran tentazione di maionese … impazzita!

Mi sono sempre chiesta come fosse la maionese quando impazzisce…bè ora lo so!

Non so voi, ma per me la maionese rappresenta sempre una tentazione, se me la mettono davanti non riesco a non approfittarne. Per questo non la compro mai.

Un giorno però ne avevo bisogno per il piatto che stavo preparando e, non avendola in casa, mi son detta: “Che problema c’è? La farò io!”

Cerco una ricetta di maionese ma ne trovo mille diverse e qui il primo problema: quale seguire? E va bene, scelgo quella suggerita dal libro di ricette del mio robot da cucina e con mio marito tentiamo l’esperimento.

La ricetta diceva di sbattere prima i tuorli e poi aggiungere a file la metà dell’olio. Poi il succo di limone e infine la seconda metà di olio. A noi, dopo aver aggiunto e sbattuto anche il limone, sembrava pronta, bella densa, ma la ricetta diceva di aggiungere l’altro olio e così abbiamo fatto ma… invece di montare di più ecco che inizia a impazzire.

Risultato? Il tutto è diventato super liquido e i singoli ingredienti tendevano a separarsi, ecco cosa vuol dire una maionese impazzita!!!

Insomma poi l’abbiamo rifatta con una ricetta variata sulla base di questa esperienza, eccola:

- 2 tuorli

- 100 ml di olio di semi di girasole

- 50 ml di olio extra vergine di oliva

- succo di mezzo limone (se bello sugoso, se no di uno intero)

- sale e pepe se piace

Mescolare i due oli insieme in un bicchierone. In una bacinella dalle sponde alte sbattere con il frullatore i due tuorli. Poi aggiungere lentissimamente l’olio a filo e infine il limone a filo continuando a frullare. Infine incrociare le dita ;-)

Ecco ciò che è venuto fuori:

Se avete altre ricette rodate e avventuare da raccontare sulla maionese, scrivetemele pure, son pronta a provarle!

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Quiche lorraine ai fiori di zucca

La Quiche Lorraine è già una delizia di per sè, ma se ci aggiungiamo un’altrettanta delizia di stagione come i fiori di zucca, diventa strepitosa.

INGREDIENTI:

- 12 fiori di zucca

- un disco di pasta brisè

- 70 gr di pancetta affumicata

- 125 gr di panna (potete usare sia quella fresca che quella UHT da cucina)

- 125 gr di latte

- 2 uova

- 100 gr di Emmental

- sale e pepe q.b.

COME FARE:

Stendo la pasta in una tortiera.

Taglio a pezzette i fiori di zucca e li faccio saltare in padella un minuto con un filo di olio e sale (non troppo in modo che restino ancora un po’ turgidi). Se ci sono attaccate anche le piccole zucchine potete saltarle il padella a fettine con olio e sale a parte e decidere in base ai vostri gusti se aggiungerle alla quiche oppure no.

Faccio saltare in un padellino anche la pancetta tagliata in piccoli pezzi a fuoco moderato. La scolo dall’eventuale liquido grasso e la distribuisco sopra la pasta brisè. Faccio a pezzetti piccoli anche l’Emmental e distribuisco anche questo sul fondo della tortiera. Infine faccio lo stesso con i fiori di zucca.

In una ciotola mescolo con un frustino la panna, le uova e il latte aggiungendo un pizzico di sale e pepe. Verso il composto nella tortiera, i fiori resteranno in superficie.

Richiudo l’abbondanza di pasta sull’impasto e inforno a 180° per 40 minuti.

Ed ora è proprio il caso di dire: bon appetit!

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White Sushi

Ieri sera in libera uscita siamo andati a provare un ristorante giapponese: il White Sushi.

Premesso che non sono una grande intenditrice di giapponese e che questo ristorante in particolare è un po’ “fusion”, ciò che abbiamo mangiato mi è piaciuto molto.

Quello che però vorrei consigliare a tutti è un dessert: il gelato al sesamo nero.

Vi giuro che non ho mai assaggiato nulla di simile ed è davvero sorprendente. Avrei voluto fare una foto della coppa, ma quando mi è venuto in mente era già finita ;-)

Comunque vi giuro che questo gelato è da provare!

Il posto è molto carino con una calda atmosfera, personale molto gentile e anche se dicono che il cuoco non è giapponese, io non mi formalizzerei perchè i piatti sono molto buoni e gli ingredienti di ottima qualità.

Prezzi? Abbiamo speso 50 euro per due insalate di alghe, due piatti di Uramaki Speciali (Howaito da leccarsi i baffi), un dolce e due mezze di acqua.

Buon Giappo allora.

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Pasta 100% italiana: era ora!

Sicuramente c’era già il modo di poterla comprare conoscendo qualche piccolo produttore, ma il fatto che Coldiretti sia riuscita a metter d’accordo produzione e grande distribuzione (si parla della più grande catena in Italia) è quasi un miracolo. Ve lo dice una che conosce bene il mondo della distribuzione e quanto male può fare a piccoli e grandi produttori…

Intanto leggete questo articolo su Terra Nuova e poi aspetteremo che sia sugli scaffali per verificarne il prezzo. Io però vi dico onestamente che sono disposta a pagarla un po’ di più perchè di grano italiano in ciò che mangiamo credo ce ne sia rimasto ben poco.

E’ con iniziative di questo tipo che dobbiamo risollevare il Paese, bravi!

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Quel gran creativo di mio marito…un’insalata particolare!

Il pesto lo avete sempre mangiato solo con la pasta???

Ora lo potete mettere anche nell’insalata ;-)

Mio marito fa il grafico, più precisamente il web designer. Creatività e precisione sono due caratteristiche importanti nel suo lavoro ma che in verità lo caratterizzano in tutto quel che fa’…

Per cena sabato mi ha preparato un’insalata che mi ha sorpresa, come ogni volta che si mette a trafficare in cucina.

Gli rubo quindi questa ricetta per condividerla con tutti e ringrazio il mio maritino per la perizia con cui ha tagliato a julienne la mela e il pollo perchè con questo tocco ha reso questa insalata oltre che buona, anche bella!

INGREDIENTI

- insalatina verde (lattughino)

- 2 fette di petto di pollo grigliato

- 1 mela fuji

- 1 vaschetta di pesto fresco (ad es. quello dell’Esselunga va benissimo)

- formaggio Ortles (o quello che preferite)

- olio extra vergine e aceto balsamico q.b.

COME FARE

Lavate l’insalata e mettetela nella ciotola.

Dopo aver grigliato e lasciato raffreddare il petto di pollo, tagliatelo a listarelle sottili. 

Fate lo stesso con la mela.

Tagliate a cubetti il formaggio.

Infine mettete il tutto nella ciotola con l’insalata. Versate il vasetto di pesto, un filo d’olio (solo se serve) e di aceto balsamico.

Mescolate il tutto e godetevi questa fresca insalata con una bella fetta di pane abbrustolito.

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Campagna Amica

Eccomi di ritorno, dopo un’apnea fatta di dentini che non vogliono spuntare e notti tormentate da pianti e tosse…

Purtroppo lo scorso week end, nonostante le buone intenzioni, non ce l’ho fatta ad andare in fiera a vedere Fa La Cosa Giusta, ma in compenso sabato mattina siamo riusciti ad andare al mercatino della Coldiretti.

Era da un po’ che ne avevo sentito parlare ed ero curiosa di provare. Eccolo qui:

Non più di una quindicina di bancarelle, ma tutte di qualità.

- Abbiamo comprato pere e fragole (ottime) dall’Az. Agricola Galeotti Luca (Pegognaga, provincia di Mantova, la più lontana tra le aziende presenti).

- Altra frutta e verdura dall’Az. Agricola Ronchi di Nova Milanese, tutto molto fresco.

- Meravigliosi formaggi di capra dall’Az. Agricola Colombo di Gorgonzola.

- Un Parmigiano Reggiano 30 mesi ottimo a 16 euro al kg (quando così di solito costa il Grana Padano) da La Fattoria Nel Verde di Triuggio.

Ho cercato maggiori informazioni su queste aziende in internet: non c’è molto. Ero curiosa di sapere se erano aziende certificate biologiche o biodinamiche, ma nulla.

Per l’Az. Agricola Colombo, quella dei formaggi di capra ho trovato che è presente anche negli elenchi di Slow Food. In effetti abbiamo assaggiato ricotta, primosale e grana, tutto fatto con latte di capra davvero buonissimi

Alcune poi sono presenti in un’interessante guida che si trova sul web dal nome CompraMI .

E’ semplice trovare i mercatini della Codiretti più vicini a voi grazie al sito di Campagna Amica dove ci sono anche ulteriori informazioni su cos’è la Coldiretti e quali sono i principi che segue l’iniziativa di Campagna Amica.

In sintesi, La Coldiretti con un milione e mezzo di associati è la principale Organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale e a livello europeo.

La Coldiretti è una forza sociale che rappresenta le imprese agricole e valorizza l’agricoltura come risorsa economica, umana ed ambientale, con l’obiettivo di  garantire alle imprese agricole opportunità di sviluppo e reddito in un quadro di piena integrazione dell’agricoltura con gli interessi economici, ambientali e sociali del Paese.

Nel 2008 è stata costituita la Fondazione Campagna Amica aperta a tutti i cittadini con i seguenti obiettivi:

  1. La valorizzazione dell’identità profonda dei nostri territori, del nostro stile di vita.
  2. La certezza sulla qualità, l’origine e la salubrità di ciò che mangiamo.
  3. La promozione di leggi a tutela dei cittadini-consumatori.
  4. La diffusione di una cultura dei consumi legati alle nostre campagne.
  5. La difesa del patrimonio di boschi, fiumi e laghi dei nostri territori.
  6. Lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili del nostro Paese nel rispetto del paesaggio e della salubrità dell’aria.
  7. La diffusione di una ‘rete’ informativa capillare su cibo, produzione, prezzi, educazione alimentare ed ambientale e la promozione di un virtuoso stile di vita.
  8. La ricerca di un’opinione pubblica, sempre più consapevole dei propri diritti in materia ambientale ed alimentare con i cittadini che crescono insieme al proprio territorio.

Insomma, ero curiosa di vedere che tipo di prodotti e aziende erano presenti in questi mercatini e mi sono chiesta quali vantaggi ci fossero a fare acquisti qui.

Sicuramente sono aziende che producono in Italia, quindi a differenza di alcuni prodotti che si trovano nei supermercati, si ha la garanzia della provenienza.

Inoltre sono aziende vicine al territorio in cui si vendono i prodotti, quindi una logica a Km 0 che fa risparmiare in trasporti e aiuta a salvaguardare l’ambiente.

Infine i prezzi sono buoni e aquistando questi prodotti si ha la sicurezza di dare una giusta remunerazione ai nostri imprenditori agricoli senza che vengano strozzati dalla grande distribuzione.

Diciamo che per quanto riguarda la garanzia sulla qualità dei prodotti ci si deve fidare della Coldiretti e della legislazione italiana poichè non si riesce ad avere dettagli sui metodi di coltivazione, ma avendo provato un po’ di cose, posso dire che, per quel che mi riguarda, ne sono molto soddisfatta.

Provate anche voi ci sono buoni motivi per farlo ;-) 

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Involtini di melanzane: semplici e buoni

Ecco una ricettina semplice e gustosissima, almeno per chi adora le melanzane come me!

INGREDIENTI

- 1 melanzana grande

- Polpa di pomodoro

- Scamorza affumicata e altro formaggio a piacere (io ho usato l’Ortles ma anche una fotina o similari vanno bene)

- Capperi

- Olive taggiasche

- Basilico

COME FARE

Taglio la melanzana a fette di circa mezzo centimetro. Le spennello da entrambi i lati con olio e sale e le dispongo su una teglia coperta con carta forno. Metto in forno per 10 minuti a 180°. 

Mentre le melanzane raffreddano, faccio a cubetti i due formaggi. Con le olive, capperi e basilico faccio un trito fine al coltello. In una ciotola condisco la polpa di pomodoro con un po’ di sale.

In ciascuna fetta di melanzana metto un po’ di formaggio e un po’ di trito, la arrotolo e la fermo con due stecchini. Dispongo tutti gli involtini in una teglia leggermente unta di olio e termino mettendo sopra ciascuno un cucchiaio di polpa di pomodoro.

Inforno a 180° per altri 15 minuti.

Una volta pronti, non abbiamo resistito e ce li siamo mangiati tutti.

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Cucinare è un gesto d’amore: focaccia pugliese

Ieri ho fatto per la prima volta la focaccia pugliese e sono troppo contenta perchè è venuta buonissima. Due varianti: classica coi pomodorini e con le cime di rapa.

Prima di darvi la ricetta, che naturalmente non ho inventato io, ma che mi fa piacere condividere con voi, volevo fare una piccola considerazione anche se può sembrar banale e scontata: CUCINARE PER LE PERSONE CHE AMO E’ DAVVERO UNA DELLE COSE CHE MI RENDE PIU’ FELICE. Credo che sia un sentimento condiviso e anche ciò che spinge la maggior parte delle persone normali (che cucina per diletto e non per professione) a cimentarsi in sempre nuove ricette: stupire chi ci vuol bene…che soddisfazione quando poi ti senti dire: “Sei stata proprio brava!”

INGREDIENTI

- 500 gr di farina 00

- Acqua tiepida q.b.

- 2 patate piccole lessate e schiacciate

- 1 cubo di lievito di birra da 25 gr

- 3 pizzichi di zucchero

- 3 cucchiai d’olio extra vergine (più quello che serve per ungere la teglia)

- 10 gr di sale

Per la farcitura

- Mozzarella per pizza

- Cime di rapa già stufate

- Pomodorini

- Aglio (solo se piace)

- Olive nere (io ho sato le taggiasche)

- Origano

COME FARE

Sciogliere in poca acqua tiepida il lievito e incorporarlo alla farina.

Poi aggiungo le patate schiacciate, zucchero, olio e infine il sale.

Impasto il tutto per una decina di minuti aggiungendo un po’ di acqua tiepida in modo da ottenere una pasta elastica e liscia (io ho usato il Kenwood, lo confesso, e così bastano cinque minuti)

Lascio lievitare per 2 ore in una terrina infarinata e coperta da uno straccio (io la metto nrl forno spento e chiuso che aiuta la lievitazione)

Poi prendo due teglie unte con olio e, divisa la pasta, cerco di stenderla facendo un movimento dal centro verso l’esterno. Se la pasta vi torna indietro, insistete che alla fine si lascia andare ;-)

Poi farcisco.

Per la Focaccia Classica Pugliese taglio i pomodorini a metà e li schiaccio sulla pizza, metto anche i pezzetti d’aglio e le olive. Finisco con una spolverata di sale, un filo d’olio e l’origano

Per la variante coi friarielli dispongo la mozzarella a cubetti e poi le cime di rapa.

Metto tutto in forno a 200° per 20 minuti a forno statico + 5 minuti solo sotto (ovviamente poi dipende dal forno che si ha). Suggerisco di controllare ogni tanto la cottura anche sotto.

Ecco il risultato finale:

E vedi che ti mangi!

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